Gomma lacca ABTN


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Gomma lacca in scaglie pure tipo ABTN


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Gomma lacca tipo ABTN naturale

Prodotti naturali, Prodotti chimici
GOMMALACCA Tipo ABTN
Caratteristiche: Sostanza naturale prodotta dalla secrezione cerosa di un insetto.
Impieghi: Nella preparazione di vernici ad alcool, per ridonare l’antico splendore ai mobili di pregio.
Confezioni: kg 0,1 - 5 - 25 -  Attenzione più acquisti e più risparmi! 

Ecco cosa si dice in rete: La gommalacca è una resina organica secreta da un piccolo insetto della famiglia della Cocciniglie, alla quale è imparentata, per intendersi, la famiglia dei comuni afidi.

Questo insetto vive su una varietà di piante indigene del subcontinente indiano e regioni limitrofe. Per proteggersi, l''insetto produce una sostanza resinosa con la quale si crea una specie di scudo, di colore rosso violaceo scuro, chiamata lac. Lo scudo o placca è il materiale grezzo da cui si ricava la gommalacca ed è chiamato sticklac per indicare che contiene, oltre alla resina, anche residui vegetali e dell''insetto stesso.

In origine la raccolta e lavorazione della gommalacca non era per la resina, bensì per la sostanza colorante che dà alla resina il suo caratteristico colore. L''uso come tintura è ricordato per la prima volta da Claudius Aelianus (170-235 d.C. circa) nel suo Sulla Natura degli Animali.

La tintura veniva estratta dallo sticklac durante il primo lavaggio, che è anche la prima lavorazione necessaria all''estrazione della resina.

La tintura rimase una mercanzia di valore fino a metà ottocento, quando il chimico inglese Perkins sintetizzò la prima anilina, il primo colorante artificiale della storia.
La prima notizia sull''uso della gommalacca come vernice per legno appare già nel 1590, in un''opera di uno scrittore inglese, inviato in India per descriverne i luoghi, gli usi ed i costumi. Egli descrive come i tornitori Indiani di suppellettili domestiche applicassero la gommalacca strusciandone un blocco sull''oggetto in legno ancora sul tornio, così che il calore prodotto dall''attrito la sciogliesse, facendola penetrare nelle fibre del legno.

Quando la gommalacca così applicata raggiungeva la giusta quantità, il tornitore rifiniva il pezzo strusciando paglia o altre fibre vegetali, lucidandolo alla perfezione

Benché usata in Occidente fin dal ''600 (chi si può dimenticare il segreto di Stradivari per i suoi violini?), l''uso della gommalacca come vernice per mobili non prese comunque piede su larga scala fino agli inizi dell''800, quando rimpiazzò quasi completamente gli altri metodi, a cera o con olii.
Rimase la finitura più diffusa fino agli anni ''20 e ''30, quando fu rimpiazzata dalla lacca alla nitrocellulosa.

Le scaglie di gommalacca si sciolgono in alcool con gradazione uguale o maggiore di 94°. Essa dona alla superficie, un aspetto di particolare lucentezza che al tatto risulta asciutto e vellutato; inoltre, evidenzia le venature e le marezzature del legno dando un particolare effetto estetico.

E'' necessario spendere due parole sulla gommalacca, usata dai primi artigiani ed ancora oggi considerata un ottimo materiale per la finitura a specchio di un mobile.

Questa si trova in commercio in leggerissime scaglie bruno ambrate che vanno sciolte in alcool.

Normalmente la gommalacca andrebbe usata a tampone per chiudere i pori del legno e per la successiva lucidatura, ma può essere utilizzata anche a pennello (qualcuno bestemmierà...!), magari in quantità più concentrata (300 gr per litro di alcool).
Diciamo che in linea di massima può ritenersi giusta una concentrazione di 100 gr di gommalacca per un litro di alcool. Noi non siamo verniciatori o restauratori professionisti che a seconda delle varie fasi di finitura di un mobile usano il prodotto più o meno concentrato...!

Preparazione

Mettiamo 100 gr di gommalacca in un recipiente di vetro (un barattolo) che abbia la chiusura ermetica, aggiungiamo un litro di alcool, mescoliamo un po'' e lasciamo stare per un giorno intero.
Poi riagitiamo e siamo pronti per usarla. A dire il vero andrebbe fatta un''altra operazione: a volte la gommalacca non è purissima e lascia dei residui dopo il suo scioglimento, per cui andrebbe filtrata, pertanto potete prendere una garza o una vecchia calza da donna e filtrare il tutto in un altro barattolo.

Come usare la gommalacca

Essa può essere usata semplicemente per conferire un colore più caldo al manufatto che stiamo trattando, senza troppe pretese. Oppure può essere usata come turapori in concomitanza a della polvere di pomice (una polvere finissima e bianca). Per far ciò bisogna realizzare un tampone che è costituito da un tessuto (lino) dentro ad un altro (cotone) opportunamente piegato a mo'' di sacchetto. Al posto del lino si può usare anche il cotone, ma si indurisce prima.
Allora, si versano alcune gocce di gommalacca nel tessuto interno del tampone, questo deve essere umido, ma non deve gocciolare; poi si cosparge il piano da trattare con la polvere di pomice e si comincia a strofinare con movimenti rotatori anche perpendicolarmente alle venature, poi si pulisce il piano con un panno asciutto e si ricomincia. Direi che dopo due o tre volte che avete fatto ginnastica vi trovate davanti un piano di legno così liscio che se vi appoggiaste scivolereste subito via!
Devo dire che io ho provato ad effettuare questa operazione con della polvere di legno presa dalla mia levigatrice elettrica, nel sacchetto di raccolta si forma una quantità incredibile di polvere finissima e pericolosissima per i nostri polmoni! Ho fatto una prova con il tampone di gommalacca ed il risultato è stato veramente molto buono!
Fatto questo potete lucidare il mobile come volete, ma a questo punto non converrebbe lucidarlo direttamente a gommalacca...?
E qui la cosa si fa difficile nel senso che la lucidatura a gommalacca deve essere stata fatta tante volte e capita affinché si possa dire di essere dei bravi lucidatori a gommalacca.
Il fatto è che un piano lucidato a gommalacca è come uno specchio, liscio e brillante come non avete mai visto, ma questa bellezza comporta un lavoro non indifferente. Vi spiego in due parole come procedere.
Avete sempre il tampone, ricordate...? Bene, cominciate a tamponare con movimenti circolari oppure lungovena oppure ad otto il piano che state trattando. SIATE VELOCI E NON SOFFERMATEVI MAI! Non state lì a pensare! Via, veloci, decisi, senza fare troppa forza ed uscite dai bordi del piano. Potete ricominciare poi con una seconda mano appena la prima è asciutta, tanto dovrete attendere poco.... Questa volta fate un altro movimento, sempre veloci e col tampone umido.
Pian piano i vari strati di gommalacca che creerete formeranno un unico strato lucente e brillante.

Ma, come vi ho detto, è bene che facciate esperienza prima su qualche pezzo di legno di prova...!

 

La gommalacca è una sostanza resinosa naturale prodotta da punture di insetto su alberi orientali quali Ficus Religiosa o Ficus Indica. La resina che da essi trasuda avvolge gli insetti appropriandosi del loro colore e di alcune loro sostanze. Attraverso un lungo processo di lavorazione e depurazione si ottengono queste scaglie di colore bruno dorato che vengono poi utilizzate per la finitura a tampone di mobili e superfici lignee in genere.

Una buona qualità di gommalacca la si può riconoscere dalle scaglie grandi di colore chiaro e dalla scarsa quantità di residuo che lascia quando arriva alla completa soluzione. Si dissolve in alcool con gradazione maggiore di 94°. Essa dona alla superficie, un aspetto di particolare lucentezza che al tatto risulta asciutto e vellutato; inoltre, evidenzia le venature e le marezzature del legno dando un particolare effetto estetico.

Miscelazione gr.35 di gommalacca in 1 litro di Alcol denaturato


Ecco cosa dice l''esperto di questo sito: http://www.webalice.it/inforestauro/brillantatura.htm
E'' l''operazione finale, più delicata e più difficoltosa, ma è anche quella che darà più soddisfazione, perché perfezionerà il vostro lavoro.

Lo scopo è quello di eliminare i segni di tampone, le imperfezioni della vernice ed eventuali tracce di olio.

Per eseguirla occorre fare un nuovo tampone con una tela molto fine ed bagnarlo con una concentrazione di gommalacca molto diluita: 1 etto in 2 litri di alcool. Poi lo si passa sulla superficie molto velocemente nel senso della venatura esercitando una pressione molto leggera.

Al termine si otterrà una lucidatura brillante.

 

Finitura a gomma lacca
Ho un problema:sto restaurando delle cornici antiche con una larghezza di 8 cm ,utilizzo un tampone di quelli in commercio con la carica dall''alto. Nella prefinitura utilizzo movimenti rotativi alternando pagliettature 0000 ma il problema é la brillantatura , quando tiro il tampone linearmente alla vena non riesco a coprire tutta la larghezza ,premetto che ho anche provato ad utilizzare un batuffolo di cotone intorno al tampone rivestendolo con federe di cuscino per aumentare la larghezza ma il risultato non é sempre soddisfacente(spreco di gomma lacca e tempi d'' attesa lunghi per l'' arrivo della vernice)
COME POSSO FARE?

grazie Giovanni  giovedì 17 gennaio 2002 - 21.33.46


Risponde: Giuseppe
Per l''ultima fase della lucidatura, dovresti usare gommalacca molto diluita, alcuni usano solo alcool . Le passate lunghe e veloci che farai lungo vena, uscendo velocemente dai bordi senza indugiare, dovrebbero essere sufficienti come indicazioni in generale per ottenere un buon risultato. Solo la lunga esperienza ti porta ad imparare come dosare giustamente tutti questi elementi.
Giuseppe

Risponde: Pino
A mio modo di vedere il problema potrebbe essere nel tampone che carichi per la brillantatura. Io uso per questa fase solo alcool, ma con un tampone nuovo costituito da lino all''esterno e da ovatta grezza all''interno. Il segreto per una buona riuscita é nel modo di caricare il tampone: devi mettere alcool sull''interno del tampone ma non sulla parte a contatto con il lino, bensì sulla parte opposta, poi richiudere il tampone e picchiettarlo su superficie pulita sino a quando l''alcool scendendo renderà semplicemente fredda, al contatto con la tua guancia, la superficie esterna del tampone senza bagnarla. Se ti accorgi di aver caricato troppo butta l''ovatta e ricomincia. Con un tampone così costituito non è necessario coprire l''intera larghezza della cornice in una passata. Più passate veloci in senso vena non debbono lasciare striature e la brillantatura deve avvenire con evaporazione immediata dell''alcool.

Risponde: Salvatore
sig. Giovanni, la fase della brillantatura, è una fase molto delicata, perchè dopo questa vi sarà l''operazione finale extralucida con alcool a 95°C .Faccia sciogliere 50gr. di scaglie di gommalacca in 1litro di alcool a 95°C meglio a 99°C ma questo costa, dentro una bottiglia preferibilmente di vetro tappi bene e, di tanto in tanto agiti il prodotto in modo da farlo sciogliere bene . Lo lasci riposare per 24 ore quindi filtri il tutto.Personalmente non uso tamponi comperati in commercio, perchè mi hanno insegnato a costruirli. Non usi più la paglietta, perchè il lavoro con la paglietta doveva essere eseguito nelle prime fasi di lucidatura. La brillantatura deve lucidare quasi a specchio. Comunque bagni il tampone con la soluzione di gommalacca, ed aggiungere 2 gocce di olio paglierino sul tampone ed avvolga il tampone con uno straccetto pulito di cotone che non lasci assolutamente peli, fili, ecc..ed evitare di fare pieghe sulla parte che andrà a contatto con la cornice per essere lucidata.IL movimento della mano deve essere rotativo e, in tutte le direzioni compreso quelle delle venature,la pressione della mano in questa fase deve essere più leggera rispetto alla prima lucidatura. A questo punto la faccio riflettere su questa domanda :Dopo la 1 lucidatura la cornice è rimasta ferma per almeno 36 ore? Se la risposta è NO , no ha eseguito bene la prima parte del lavoro. Comunque , esegua la brillantatura come descritto in precedenza con tampone gommalacca e 2 gocce di olio paglierino chiaro più volte e, lasci riposare la cornice per 24 ore. A questo punto si costruisce un nuovo tampone ben pulito per eseguire la fase extralucida con alcool 95°C. Questa operazione è estremamente delicata e pericolosa , perchè possiamo rovinare tutto in in attimo se si abusa con l''alcool , e quindi saremo costretti a rifare tutto. In gergo si dice che abbiamo "BRUCIATO" la lucidatura perchè si opacizza tutto .
Il nuovo tampone deve essere appena inumidito di alcool Assolutamente Non Bagnato,e di seguito aggiunga una goccia di olio paglierino avvolga il tutto con un tessuto pulito di cotone e, cominci velocemente a lucidare sempre con movimento rotatorio della mano in tutte le direzioni. Esegua questa operazione fino a quando non vi saranno più tracce di olio e la cornice risulta ben lucida e asciutta .Esegua sempre con mano leggera .


Lucidatura a gommalacca


Sono un appassionato di restauro, e volevo gentilmente sapere qualcosa in più, in merito al metodo di lucidatura a gommalacca, dato che nelle mie poche esperienze ho notato che pur seguendo la solita procedura durante la lucidatura, non riesco mai ad ottenere un manufatto lucido e brillante ed al tempo stesso liscio come in effetti dovrebbe essere.
E per di più quello che mi travaglia, non riesco a capire dove sbaglio, qualche artigiano di mia conoscenza mi ha suggerito che nelle ultime fasi di brillantatura devo impiegare sempre meno gommalacca e sempre più alcool fino ad eliminare completamente la gommalacca e lucidare solo con alcool, seguendo questo consiglio però mi sono accorto che se diminuivo la quantità di gommalacca, inevitabilmente il manufatto che prima risultava essere lucido diventava più opaco, e di conseguenza si notavano i segni lasciati dal tampone.

Piero  martedì 19 febbraio 2002 - 21.21.18
 

 

Risponde: Pino

Alcuni suggerimenti per individuare l''errore.
Controlla il tampone. A volte le righe rimangono perché la lana interna al tampone ha trama troppo evidente. Prova con lana grezza non filata o con grana meno evidente. Cerca stoffa per l''esterno assolutamente liscia (io uso il popelin -spero si scriva così-di vecchie camice.
Tra una applicazione a tampone e l''altra spaglietta o carteggia (con carta finissima inumidita in olio paglierino) e lascia riposare per almeno un giorno. Prima della brillantatura lascia riposare anche due giorni e verifica continuamente che sulla superficie non siano rimaste delle "bruciature", se sì eliminale con paglietta e ripassa con tampone e gommalacca.
E'' corretto aumentare la diluizione mentre si procede.
Nell''ultima passata prima della brillantatura non spagliettare e per la brillantatura usa un tampone assolutamente nuovo preparato come segue: Interno di ovatta (meglio quella grezza) esterno in stoffa finissima di cotone.
L''alcool deve essere versato sul retro dell''ovatta interna del tampone, non quindi sulla parte a contatto con la stoffa. Occorre versarne pochissimo e picchiettare il tampone avvolto nella stoffa su superficie pulita fini a quando il tampone appoggiato alla guancia dal lato che si usa per lucidare lascerà una sensazione di freddo ma non di bagnato. Passa con mano molto leggera e molto veloce con colpi diritti e uscendo dai margini e non con lo schema ad 8 della lucidatura. Non ripassare sulle parti prima della risolidificazione completa della gommalacca.

La gommalacca è una sostanza resinosa naturale prodotta da punture di insetto su alberi orientali quali Ficus Religiosa o Ficus Indica. La resina che da essi trasuda avvolge gli insetti appropriandosi del loro colore e di alcune loro sostanze. Attraverso un lungo processo di lavorazione e depurazione si ottengono queste scaglie di colore bruno dorato che vengono poi utilizzate per la finitura a tampone di mobili e superfici lignee in genere.

Una buona qualità di gommalacca la si può riconoscere dalle scaglie grandi di colore chiaro e dalla scarsa quantità di residuo che lascia quando arriva alla completa soluzione. Si dissolve in alcool con gradazione maggiore di 94°. Essa dona alla superficie, un aspetto di particolare lucentezza che al tatto risulta asciutto e vellutato; inoltre, evidenzia le venature e le marezzature del legno dando un particolare effetto estetico.

Miscelazione gr.35 di gommalacca in 1 litro di Alcol denaturato


Ecco cosa dice l''esperto di questo sito: http://www.webalice.it/inforestauro/brillantatura.htm
E'' l''operazione finale, più delicata e più difficoltosa, ma è anche quella che darà più soddisfazione, perché perfezionerà il vostro lavoro.

Lo scopo è quello di eliminare i segni di tampone, le imperfezioni della vernice ed eventuali tracce di olio.

Per eseguirla occorre fare un nuovo tampone con una tela molto fine ed bagnarlo con una concentrazione di gommalacca molto diluita: 1 etto in 2 litri di alcool. Poi lo si passa sulla superficie molto velocemente nel senso della venatura esercitando una pressione molto leggera.

Al termine si otterrà una lucidatura brillante.

 

Finitura a gomma lacca
Ho un problema:sto restaurando delle cornici antiche con una larghezza di 8 cm ,utilizzo un tampone di quelli in commercio con la carica dall''alto. Nella prefinitura utilizzo movimenti rotativi alternando pagliettature 0000 ma il problema é la brillantatura , quando tiro il tampone linearmente alla vena non riesco a coprire tutta la larghezza ,premetto che ho anche provato ad utilizzare un batuffolo di cotone intorno al tampone rivestendolo con federe di cuscino per aumentare la larghezza ma il risultato non é sempre soddisfacente(spreco di gomma lacca e tempi d'' attesa lunghi per l'' arrivo della vernice)
COME POSSO FARE?

grazie Giovanni  giovedì 17 gennaio 2002 - 21.33.46


Risponde: Giuseppe
Per l''ultima fase della lucidatura, dovresti usare gommalacca molto diluita, alcuni usano solo alcool . Le passate lunghe e veloci che farai lungo vena, uscendo velocemente dai bordi senza indugiare, dovrebbero essere sufficienti come indicazioni in generale per ottenere un buon risultato. Solo la lunga esperienza ti porta ad imparare come dosare giustamente tutti questi elementi.
Giuseppe

Risponde: Pino
A mio modo di vedere il problema potrebbe essere nel tampone che carichi per la brillantatura. Io uso per questa fase solo alcool, ma con un tampone nuovo costituito da lino all''esterno e da ovatta grezza all''interno. Il segreto per una buona riuscita é nel modo di caricare il tampone: devi mettere alcool sull''interno del tampone ma non sulla parte a contatto con il lino, bensì sulla parte opposta, poi richiudere il tampone e picchiettarlo su superficie pulita sino a quando l''alcool scendendo renderà semplicemente fredda, al contatto con la tua guancia, la superficie esterna del tampone senza bagnarla. Se ti accorgi di aver caricato troppo butta l''ovatta e ricomincia. Con un tampone così costituito non è necessario coprire l''intera larghezza della cornice in una passata. Più passate veloci in senso vena non debbono lasciare striature e la brillantatura deve avvenire con evaporazione immediata dell''alcool.

Risponde: Salvatore
sig. Giovanni, la fase della brillantatura, è una fase molto delicata, perchè dopo questa vi sarà l''operazione finale extralucida con alcool a 95°C .Faccia sciogliere 50gr. di scaglie di gommalacca in 1litro di alcool a 95°C meglio a 99°C ma questo costa, dentro una bottiglia preferibilmente di vetro tappi bene e, di tanto in tanto agiti il prodotto in modo da farlo sciogliere bene . Lo lasci riposare per 24 ore quindi filtri il tutto.Personalmente non uso tamponi comperati in commercio, perchè mi hanno insegnato a costruirli. Non usi più la paglietta, perchè il lavoro con la paglietta doveva essere eseguito nelle prime fasi di lucidatura. La brillantatura deve lucidare quasi a specchio. Comunque bagni il tampone con la soluzione di gommalacca, ed aggiungere 2 gocce di olio paglierino sul tampone ed avvolga il tampone con uno straccetto pulito di cotone che non lasci assolutamente peli, fili, ecc..ed evitare di fare pieghe sulla parte che andrà a contatto con la cornice per essere lucidata.IL movimento della mano deve essere rotativo e, in tutte le direzioni compreso quelle delle venature,la pressione della mano in questa fase deve essere più leggera rispetto alla prima lucidatura. A questo punto la faccio riflettere su questa domanda :Dopo la 1 lucidatura la cornice è rimasta ferma per almeno 36 ore? Se la risposta è NO , no ha eseguito bene la prima parte del lavoro. Comunque , esegua la brillantatura come descritto in precedenza con tampone gommalacca e 2 gocce di olio paglierino chiaro più volte e, lasci riposare la cornice per 24 ore. A questo punto si costruisce un nuovo tampone ben pulito per eseguire la fase extralucida con alcool 95°C. Questa operazione è estremamente delicata e pericolosa , perchè possiamo rovinare tutto in in attimo se si abusa con l''alcool , e quindi saremo costretti a rifare tutto. In gergo si dice che abbiamo "BRUCIATO" la lucidatura perchè si opacizza tutto .
Il nuovo tampone deve essere appena inumidito di alcool Assolutamente Non Bagnato,e di seguito aggiunga una goccia di olio paglierino avvolga il tutto con un tessuto pulito di cotone e, cominci velocemente a lucidare sempre con movimento rotatorio della mano in tutte le direzioni. Esegua questa operazione fino a quando non vi saranno più tracce di olio e la cornice risulta ben lucida e asciutta .Esegua sempre con mano leggera .


Lucidatura a gommalacca


Sono un appassionato di restauro, e volevo gentilmente sapere qualcosa in più, in merito al metodo di lucidatura a gommalacca, dato che nelle mie poche esperienze ho notato che pur seguendo la solita procedura durante la lucidatura, non riesco mai ad ottenere un manufatto lucido e brillante ed al tempo stesso liscio come in effetti dovrebbe essere.
E per di più quello che mi travaglia, non riesco a capire dove sbaglio, qualche artigiano di mia conoscenza mi ha suggerito che nelle ultime fasi di brillantatura devo impiegare sempre meno gommalacca e sempre più alcool fino ad eliminare completamente la gommalacca e lucidare solo con alcool, seguendo questo consiglio però mi sono accorto che se diminuivo la quantità di gommalacca, inevitabilmente il manufatto che prima risultava essere lucido diventava più opaco, e di conseguenza si notavano i segni lasciati dal tampone.

Piero  martedì 19 febbraio 2002 - 21.21.18
 

 

Risponde: Pino

Alcuni suggerimenti per individuare l''errore.
Controlla il tampone. A volte le righe rimangono perché la lana interna al tampone ha trama troppo evidente. Prova con lana grezza non filata o con grana meno evidente. Cerca stoffa per l''esterno assolutamente liscia (io uso il popelin -spero si scriva così-di vecchie camice.
Tra una applicazione a tampone e l''altra spaglietta o carteggia (con carta finissima inumidita in olio paglierino) e lascia riposare per almeno un giorno. Prima della brillantatura lascia riposare anche due giorni e verifica continuamente che sulla superficie non siano rimaste delle "bruciature", se sì eliminale con paglietta e ripassa con tampone e gommalacca.
E'' corretto aumentare la diluizione mentre si procede.
Nell''ultima passata prima della brillantatura non spagliettare e per la brillantatura usa un tampone assolutamente nuovo preparato come segue: Interno di ovatta (meglio quella grezza) esterno in stoffa finissima di cotone.
L''alcool deve essere versato sul retro dell''ovatta interna del tampone, non quindi sulla parte a contatto con la stoffa. Occorre versarne pochissimo e picchiettare il tampone avvolto nella stoffa su superficie pulita fini a quando il tampone appoggiato alla guancia dal lato che si usa per lucidare lascerà una sensazione di freddo ma non di bagnato. Passa con mano molto leggera e molto veloce con colpi diritti e uscendo dai margini e non con lo schema ad 8 della lucidatura. Non ripassare sulle parti prima della risolidificazione completa della gommalacca.



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